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Una vita per gli studi sulla presenza ebraica nell’Italia meridionale

cesare colafemminaCesare Colafemmina (Teglio Veneto, Venezia 23 aprile 1933 - Grumo Appula, Bari 12 settembre 2012), di madre friulana e padre pugliese, ha vissuto ad Acquaviva delle Fonti (Bari). Licenziato in Scienze Bibliche a Roma e Laureato in Filosofia all’Università di Bari, ha insegnato Epigrafia ed Antichità Ebraiche nello stesso Ateneo negli anni 1992-1999 e Letteratura Ebraica nell’Università della Calabria negli anni 2002-06 e 2008-2009. Alla ricerca delle testimonianze sulla presenza ebraica nell'Italia Meridionale ha dedicato un’intera vita di studi. Affrontando nel suo ampio campo d'indagine la storia dell’ebraismo dai primi secoli cristiani al periodo contemporaneo, con maggiori approfondimenti nelle epoche dal Tardoantico al Medioevo, Colafemmina ha messo in luce l'eredità ebraica dell'Italia meridionale (Lacerenza 2005: VIII) sotto i diversi aspetti della storiografia, delle fonti documentarie, dell'epigrafia, dell'archeologia e della letteratura. Le sue ricerche  hanno seguito una duplice direttrice: archeologica e letterario-documentaria. Nel campo dell'archeologia l'indagine di Colafemmina ha preceduto a Venosa (Pz) gli sterri e i restauri della Soprintendenza Archeologica di Basilicata: ha scoperto nuove catacombe ebraiche e cristiane e nuovi settori - in particolare un’epigrafe consolare e un affresco nelle catacombe note dal 1853 (Colafemmina 1976: 149-165; Colafemmina 1977: 369-381; Colafemmina 1981: 443-451; Meyers 1983: 445-460) - e ha pubblicato nuove epigrafi ebraiche altomedievali (Colafemmina 2000: 65-81). L'ambito delle ricerche sui documenti, poi, è divenuto il suo terreno privilegiato per ricostruire il quadro delle presenze ebraiche nel Meridione dall'Altomedioevo all'espulsione dal Viceregno, allargando il panorama conoscitivo alle altre minoranze e alle convivenze con la società cristiana dell'epoca. Da studioso eclettico - nell'ambito dell'Italia meridionale e in particolare di Puglia, Basilicata e Calabria (così come Shlomo Simonsohn per la Sicilia), ma anche della Diaspora fuori dai confini italiani - Colafemmina ha condotto una ponderosa opera di ricostruzione basata sulle fonti e sulle testimonianze storico-artistiche (Mascolo 2012: 123-125), intessendo le coordinate di una monumentale e sterminata mappa spazio-temporale tanto più definita, quanto più ci si riferisce a quello che è stato il ruolo della Puglia e delle regioni limitrofe tra il IX e l’XI secolo: un ruolo determinante per lo sviluppo della stessa diaspora nei secoli successivi. Tra i suoi meriti, Alessandro Musco gli riconosce una “capacità finale di saper proporre nuovi orizzonti e nuove strategie del sapere che non derivano mai dalla somma o dalla fila di tanti singoli pezzi messi assieme o messi l’uno dietro l’altro, ancorché numerosi e riccamente stracolmi di dati, quanto piuttosto […] nel saper proporre una visione unitaria e complessiva e nel saper mettere assieme con sguardo unitario i singoli pezzi per rilanciare l’interpretazione generale” (Musco 2011: XXVIII). A questa capacità va aggiunta una grande produttività di ricerche e pubblicazioni, realizzate con propri mezzi e pochi supporti istituzionali. Come privato studioso Colafemmina nel 1985 ha fondato il Bollettino «Sefer Yuḥasin» (Libro delle generazioni), dedicato alla pubblicazione di documenti, studi e notizie bibliografiche sulla storia dell'Ebraismo nell'Italia meridionale. Il titolo riprende quello di una celebre opera sull'Ebraismo nel Mezzogiorno e nell’Africa mediterranea  scritta in ebraico nell'XI secolo da Achima'az ben Patiel da Oria e che lo stesso Colafemmina ha tradotto ed edito con commento nel 2001. Diretto da Cesare Colafemmina fino al 2012, il Bollettino «Sefer Yuasin» dal 2013 è diretto dall’ebraista Giancarlo Lacerenza e stampato dal Centro di Studi Ebraici CSE dell’Università L’Orientale di Napoli (http://www.iuo.it/).
Cesare Colafemmina ha allestito, insieme all’architetto Giorgio Gramegna, la Sezione Ebraica del Museo diocesano di Trani all’interno della sinagoga medievale Scola Grande (Colafemmina-Gramegna 2009).
È stato consigliere dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (http://www.aisg.it).

Mariapina Mascolo


Colafemmina Cesare,
1976, “Iscrizioni paleocristiane di Venosa”, in «Vetera Christianorum» 13 (1976), pp. 149-165.
1977, “Nuove scoperte nella catacomba ebraica di Venosa”, in «Vetera Christianorum» 15, pp. 369-381.
1981, “Saggio di scavo in località Collina della Maddalena a Venosa. Relazione preliminare”, in «Vetera Christianorum» 18, pp. 443-451.
2000, “Hebrew Inscriptions of the Early Medieval Period in Southern Italy”, in Garvin, Barbara - Cooperman, Bernard (a cura di), The Jews of Italy. Memory and Identity, University Press of Maryland, Bethesda, pp. 65-81.

Colafemmina, Cesare; Gramegna, Giorgio,
2009, Sinagoga Museo S. Anna. Guida al Museo, Messaggi, Cassano Murge (Ba).

Lacerenza, Giancarlo (a cura di),
2005, Hebraica hereditas. Studi in Cesare Colafemmina, Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, Napoli

Musco, Alessandro,
2011, “Cultura e filosofia degli Ebrei di Sicilia nel medioevo mediterraneo. Appunti e considerazioni bibliografiche”, in Musco, Alessandro (a cura di), La cultura ebraica in Sicilia tra XI e XV secolo. Seminario Internazionale (Palermo, 17-19 giugno 2004) «Schede medievali» numero 47 gennaio-dicembre 2009, pp. IX-XXXVI.

Mascolo, Mariapina,
2012, Multiculturalità in Puglia. Testimonianze sulla presenza ebraica dal Medioevo alla rilettura contemporanea, in Ponzio, Augusto (a cura di), Linguaggi del monoteismo e pace preventiva, «Athanor», anno XXII (nuova serie, n. 15, 2011-012), Milano-Udine, pp. 115-137.