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La Sezione III. Manoscritti prende inizio dal saggio di Mauro Perani sulle dinamiche evolutive della parola scritta, intitolato “Lo sviluppo delle scritture ebraiche di tipo italiano nell’Italia meridionale dal tardo-antico alle scuole pugliesi dei secoli IX-XII e le vicissitudini dei manoscritti ebraici”. Il contributo riprende le fila dalla storia della scrittura, in particolare di quella ebraica e dei suoi segni, per poi affrontare il tema dell’evoluzione delle lettere dell’alfabeto ebraico, da quello arcaico – sostanzialmente ripreso dal fenicio - fino al primo quadrato ebraico dei manoscritti di Qumran, derivato da una evoluzione della grafia semicorsiva aramaica dei papiri di Elefantina. La scrittura ebraica è analizzata fino allo sviluppo compiuto delle grafie quadrate orientali che si realizza verso la fine del primo millennio e.v. Nell'ultima parte del suo contributo, Perani si sofferma "sul passaggio dell’eredità culturale dell’ebraismo palestinese all’Italia meridionale e, in particolare, alle accademie rabbiniche pugliesi durante i secoli IX-XII, con particolare attenzione alla scrittura, ossia al quadrato orientale palestinese, dal quale si sviluppano le scritture ebraiche di tipo italiano, una delle tre principali grafie ebraiche dell’Occidente assieme a quella sefardita e ashkenazita". Il percorso si conclude con le peregrinazioni dei manoscritti ebraici prodotti in Puglia in queste prime grafie italiane, finiti in prestigiose biblioteche italiane e straniere o salvati solo grazie ad alcuni fogli riusati come legature in archivi dell’Italia settentrionale.

La Sezione prosegue con la schedatura di 29 manoscritti scientifici condotta da Fabrizio Lelli, nel contributo “La scienza ebraica nel Medioevo: manoscritti copiati in Puglia e Basilicata”, dei manoscritti poetici – Ivo Fasiori, “Amittay ben Šefaṭyah e il suo mondo” – e e musicali in Mariapina Mascolo,La musica: Ovadyah da Oppido”.

Nel catalogo non manca un prezioso contributo di Cesare Colafemmina, «Da Bari uscirà la legge e la parola del Signore da Otranto»: la cultura ebraica in Puglia nei secoli IX-XI” [(tratto da un articolo apparso sul «Sefer Yuḥasin» 10-11 (1994-95)].

Chiude la Sezione il saggio di Nadia Zeldes rivolto alle testimonianze di scuola rabbinica Non esiste maggiore libertà di quella loro concessa dal Re di Spagna... Ebrei convertiti al cristianesimo nel Regno di Napoli, in seguito all’espulsione del 1510 secondo i Responsa rabbinici”.